21 gennaio 2026 | 10.00
THE ZOOKEEPER’S WIFE (2017, 2 ore e 6 min)
di Niki Caro
FILM IN INGLESE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO
Titolo italiano: La signora dello zoo di Varsavia
Nazione: Stati Uniti, Regno Unito, Repubblica Ceca
Genere: biografico, drammatico, storico
Interpreti: Jessica Chastain (Antonina Żabińska), Johan Heldenbergh (Jan Żabiński), Daniel Brühl (Lutz Heck), Michael McElhatton (Jerzyk), Efrat Dor (Magda Gross)
Trama: Varsavia, 1939. Antonina e Jan Żabiński dirigono con passione il grande zoo della città, dove vivono con il figlio e lavorano a stretto contatto con animali di ogni specie. Con l’arrivo dell’invasione nazista, la loro quotidianità viene sconvolta: molte creature dello zoo vengono uccise o trasferite, e la struttura cade sotto il controllo dell’occupazione tedesca. Di fronte alla progressiva persecuzione degli ebrei e alla creazione del ghetto, i Żabiński decidono di trasformare lo zoo in un rifugio segreto, mettendo a rischio le loro vite pur di salvare quelle altrui.
Commento: The Zookeeper’s Wife restituisce allo spettatore una vicenda reale di straordinaria umanità, riportando al centro del racconto la figura di Antonina Żabińska, interpretata da una Jessica Chastain capace di unire delicatezza e determinazione. La regia di Niki Caro, da sempre sensibile a storie di resilienza femminile, costruisce un film che mette in dialogo la brutalità dell’occupazione nazista con la gentilezza dei gesti quotidiani, trovando nello zoo un potente simbolo di resistenza morale.
Tratto dal libro di Diane Ackerman e radicato in testimonianze documentate, il film mantiene un forte legame con gli eventi storici reali.
Il valore della pellicola risiede proprio nella sua capacità di illuminare il lato più umano della Storia: non quello dei grandi protagonisti militari o politici, ma quello di persone comuni che, nel buio della guerra, decisero comunque di fare la cosa giusta.
In questo equilibrio tra storia, emozione e memoria, The Zookeeper’s Wife diventa non solo il racconto di un coraggio eccezionale, ma anche un invito a riconoscere la potenza dei gesti più semplici — quelli capaci di salvare vite, cambiare destini e restituire dignità in un mondo che l’aveva perduta.
