3 marzo 2026
QUAND VIENT L’AUTOMNE
di François Ozon (2024 – 1 ora e 42 minuti
Titolo italiano: Sotto le foglie
Nazione: Francia
Genere: drammatico
Lingua: francesce
Interpreti: Josiane Balasko (Marie-Claude Perrin), Pierre Lottin (Vincent Perrin), Ludivine Sagnier (Valérie Tessier), Hélène Vincent (Michelle Giraud)
Trama: L’ex prostituta di mezza età Michelle, trascorre la pensione in campagna dove ha come sola amica Marie-Claude, il cui figlio Vincent è incarcerato per piccoli traffici. La più grande gioia è per lei l’arrivo del nipotino Lucas, accompagnato dalla figlia Valérie per passare le vacanze con la nonna. Quando però Michelle offre un pasto a base di funghi raccolti da lei, la figlia viene ricoverata per un avvelenamento da funghi che ritiene sia stato premeditato dalla madre. Dopo essersi ripresa, Valérie porta con sé Lucas vietando alla madre di rivederlo e il fragile equilibro tra madre e figlia si rompe. Uscito di prigione, Vincent viene impiegato da Michelle come giardiniere. Riconoscente per la possibilità che gli viene offerta, Vincent si reca da Valérie a Parigi, per cercare di rimettere le cose a posto, ma nonostante le buone intenzioni innescherà una tragica spirale…
Commento: l’ex modello François Ozon, è un acclamato regista e sceneggiatore francese, noto per il suo stile audace che esplora sessualità, identità e dinamiche familiari con umorismo satirico e rigore formale[1]. Ozon non giudica mai i suoi personaggi, ma li accompagna nel loro percorso di vita, perché per lui tutti possono essere carnefici, tutti vittime e tutti possono avere fatto delle esperienze traumatiche pur continuando caparbiamente a vivere[2]. La condizione di isolamento è strutturale per Michelle, e viene risolta da Ozon nella messa in scena di una sostanziale solitudine umana, come quella di chi deve scontare una colpa[3]. Incidente o atto volontario, in questo thriller alla Agatha Christie, il regista avvolge la sua eroina in un’aura di opacità, sollevando domande destabilizzanti sui legami di sangue. Il regista mette infatti in discussione il concetto di famiglia, scomponendola e ricomponendola in una forma mista (dis)funzionale, questo perché i personaggi di Ozon sono fedeli solo alle leggi del cuore. Con un gioco sapiente di ellissi, il regista chiede allo spettatore di decidere se i protagonisti del film hanno commesso un crimine o sono stati solo sfortunati; spetta a noi fare luce su un mistero che Ozon si diverte a offuscare, conducendo il suo film verso l’onirismo realistico di “Sous le sable” (“Sotto la sabbia”, 2000)[4]. Come in tutti i suoi film, numerosissimi sono i riferimenti ad altri film del cinefilo Ozon; tra gli altri a Claude Chabrol (“Merci pour le chocolat”, “Grazie per la cioccolata”, 2000), a Ingmar Bergman (“Höstsonaten”, “Sinfonia d’autunno”, 1978), alla musica di atmosfera dei compositori russi naturalizzati francesi Evgenij Jul’evič Gal’perin e Aleksandr (Saša) Jul’evič Gal’perin, noti per la musica da film (tra gli altri “Gagarine” di Fanny Liatard e Jérémy Trouilh – 2020, “La Famille Bélier” di Éric Lartigau – 2014)[5]. “Quand vient l’automne” è dunque un film interessante, intrigante, mai banale, che coinvolge e fa riflettere lo spettatore: da vedere.
Riconoscimenti: Nel 2024 il film ha concorso al Festival internazionale del cinema di San Sebastián per la Concha de Oro, per la Concha de Plata al miglior attore non protagonista (Pierre Lottin) e al premio della giuria alla miglior sceneggiatura (François Ozon e Philippe Piazzo). Nel 2025 “Quand vient l’automne” è stato anche candidato ai premi César per la migliore attrice (Hélène Vincent).
Recensione a cura di Fabrizia Venuta
