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Médecin de campagne

5 dicembre 2017
regia di Thomas Lilti (2016)

Titolo italiano: Il medico di campagna

Nazione: Francia

Durata: 1 ora e 42 minuti

Genere: Drammatico

Interpreti: François Cluzet, Marianne Denicourt

Film per un pubblico adulto

Trama: Tutti gli abitanti di un paesino di campagna possono contare su Jean-Pierre, il medico che li ascolta, li cura e li rassicura in ogni momento. Ma Jean-Pierre si ammala e deve subire l’arrivo di Nathalie, che esercita la professione medica da poco tempo e ha lasciato l’ospedale dove lavorava per affiancarlo. Riuscirà la dottoressa ad adattarsi a questa nuova vita e a sostituire l’insostituibile Jean-Pierre?

Commenti: Dopo il grande successo di “Hippocrate” (2014), il regista ed ex medico internista, Thomas Lilti si conferma cronista sensibile del campo medico e firma il suo secondo film autobiografico tornando a parlare di medicina, ma focalizzandosi questa volta sulla provincia francese, trascurata dai servizi pubblici e disorientata dagli effetti della globalizzazione. Il regista prosegue la sua riflessione sul corpo medico passando dalla città alla campagna, dai medici ospedalieri ai cavalieri solitari delle zone rurali. Uno di loro è il protagonista di questo film, medico infaticabile che lavora sette giorni su sette fino allo sfinimento e fino a quando un cancro non lo obbliga a fermarsi. Una pausa che trasforma il medico in malato e consente al regista di analizzare il legame che esiste tra medico e paziente. Il film scorre leggero e riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore. La solida sceneggiatura prevede solo battute funzionali alla definizione di ogni singolo personaggio del film. Tutte le figure infatti, comprese quelle secondarie, hanno lo scopo di far capire al protagonista  Jean-Pierre determinati aspetti della propria vita e la propria condizione. François Cluzet, grande attore francese noto ai più come protagonista di “Intouchables” (Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano, 2011), rende con grande maestria il dramma di un uomo che non riesce ad accettare la sua reale condizione di malato, che non riesce a condividere con nessuno. Il film è accompagnato da una colonna sonora delicata, volta a renderci partecipi delle emozioni provate dagli interpreti. Ma il film non è solo drammatico, in quanto è ricco di battute, che abbondano ad esempio nella parte iniziale, all’arrivo del medico inviato in supporto a Jean-Pierre , Nathalie, interpretata da un’ottima Marianne Denicourt.


Recensione a cura di Fabrizia Venuta.

Posted in Cineforum in lingua originale 2017-2018.